L’album “Intorno a me”

 

Il disco contro la mia volontà

Io non avevo intenzione, non ci pensavo nemmeno! Che motivo avevo a 36 anni di iniziare un percorso che mi avrebbe portato alla stesura ed incisione di 14 brani? Non credo proprio che fosse questa la mia intenzione iniziale.

Io vivevo la mia vita tranquillamente (Tutto ok) o quasi…si insomma ero una persona che viveva nella media. Ma capita a tutti, proprio come il sommo Dante, che nel mezzo del cammin di nostra vita, avvenimenti, concentrati in un periodo estremamente ristretto, possano mettere in discussione la propria visione della realtà, sino a quel momento concepita. Le voci attorno sembrano ovattarsi trasformandosi in onirici rumori, sino a non definirne più il loro significato (Intorno a me).

Be, gli eventi scatenanti sono strane creature. Se ci pensiamo bene, spesso si celano dietro a situazioni, gesti o parole del tutto insignificanti. Eppure alle volte sono la famosa goccia che di un vaso crea il trabocco. Ed è qui che il seme del disco inizia a trovare la sua collocazione. Un  caldo terreno. Ma ancora, di tutto ciò, io non avevo preso coscienza e conoscenza. Era solo il caos, il cielo e la terra non erano che un’unica cosa, non esisteva il giorno o la notte e quel seme se la rideva di nascosto avvolto nel suo tepore.

Quale scintilla diede inizio alla creazione? Il verbo iniziale, roba da non crederci, fu proprio Non so più, la prima del disco e il primo germoglio. Canzone che dopo una prima stesura, con uno stile e arrangiamento completamente diverso da quello finale, decisi di abbandonare poichè mancante di quel “mordente”. In ogni caso la scrittura aveva fornito un’interessante punto di riferimento per miei pensieri, e il divertimento nella composizione musicale dava finalmente il giusto spazio ai miei suoni interiori.

 

Il filo conduttore…

 

Ognuno di noi, lungo un tumultuoso percorso, si rende conto che le prime reazioni che mettiamo in atto possono essere tra le più svariate. C’è chi prende vie che portano alla rabbia (Apertamente immeritato) o c’è chi reagisce con ironia (Aspettami). Reazioni diverse per ogni diversità dell’essere umano.

Mi resi conto che cìò che stava nascendo era proprio un percorso dell’animo umano. La chiave di volta si presentò attraverso un’immagine che si era fatta chiara in me. Un vero e proprio quadro, un paesaggio romantico con prati in fiore, bambini che giocano e amori che sbocciano. Un mondo che vive la primavera con tutte le sue gioie. In questo mondo però ogni giorno ci capita di incontrare emarginati, estraniati, esseri isolati. Talmente svuotati da ogni forza vitale che nulla di più umano ormai li compone. Una metafora che si esprime attraverso un uomo fatto da oggetti inanimati, una statua, un fantoccio con sembianze da essere umano (L’uomo a pezzi).

A questo punto abbiamo due scelte, continuare a vivere/non vivere all’interno delle nostre convinzioni, ciechi e ignorando gli aspetti più profondi di come le cose esistano realmente o farsi coraggio ed ammettere anche i propri errori (Ammissione di responsabilità). E sicuramente, fidatevi, è meglio seguire la seconda strada. Attraverso la ricerca del vero ci riconciliamo (Infinito istante), riscopriamo la comprensione e compassione (Perle), scopriamo quali diverse scelte avremmo potuto intraprendere (Martina) e rianalizziamo in fine con più onestà noi stressi (Trovare).

Insomma, se proprio devo decidere, a fare del bene almeno mi conviene Ben o male.

 

Io non volevo fare un disco, è stato lui ad uscire fuori!

 

Per ogni titolo il suo perchè…

 

Intro

Non so più

Apertamente immeritato

Intorno a me

Aspettami

L’uomo a pezzi

Tutto ok

Ammissione di responsabilità

Martina

Perle

Trovare

Infinito istante

Ben o male

#Sbiadito cristallo